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Tu che manager sei

Tu che Manager sei?

Il Management come arte

Cosa fa un manager? Che caratteristiche deve avere? Quali i doveri e quali le responsabilità?

Se partiamo dal significato della parola in sè, possiamo già riflettere su molte cose.

To manage significa gestire.

Il manager è colui che gestisce e coordina un’azienda, attraverso l’assunzione di decisioni e responsabilità sull’impiego delle risorse economiche e umane.

In altre parole potremmo dire che il manager deve saper prendere decisioni funzionali a garantire il benessere dell’attività, essere in grado di sfruttare al meglio i mezzi a disposizione, e perseguire degli obiettivi ambiziosi ma possibili.

Del resto il management è una vera e propria arte.

Ed il manager è l’artista che si trova al centro di tutti i processi aziendali.

Lo ripeto come un mantra: Il successo di un’impresa si basa su un’osservanza “quasi religiosa” di un metodo procedurale che si svolge in quattro fasi distinte ma concatenate l’una all’altra.

  • Analisi
  • Pianificazione
  • Programmazione
  • Controllo

Il manager è il primattore e il maggiore responsabile di queste quattro attività.

Analizza i dati contabili consuntivi, il clima aziendale ed i processi organizzativi, gestionali ed operativi in essere.

Definisce l’obiettivo da perseguire e raggiungere, sia in termini numerici che concettuali, mettendo su carta, tutte le azioni necessarie per il conseguimento dello stesso.

Programma in chiave temporale l’esecuzione  di quanto stabilito in fase di pianificazione coinvolgendo collaboratori e staff, sia nell’indicazione dell’obiettivo da centrare, sia nelle modalità attuative da compiere.

Verifica che tutto ciò che è stato programmato e pianificato sia effettuato nei termini previsti e concordati controllando periodicamente i risultati raggiunti ed intervenendo con le correzioni del caso in caso di squilibri economici evidenziati.

Bastano questi elementi per determinare la centralità del ruolo del Manager.

Amplificata ancora di piu’ quando i risultati non arrivano ed il management non è efficace. Alcuni esempi?

Il management non funziona quando......

  1. Non si ha chiaro il focus aziendale e non si stabilisce una linea programmatica delineata e precisa
  2. Non viene condivisa la visione che si ha dell’azienda, il percorso di crescita da intraprendere e gli obiettivi da raggiungere
  3. Non si ha un metodo di lavoro e si è quindi soggetti a sprechi di risorse e materiali
  4. Non si riesce a delegare il controllo delle attività da svolgere
  5. Non si valorizza e non si incentiva il potenziale delle risorse umane a disposizione

Proprio sull’ultimo punto vale la pena di soffermarsi, perché i manager sono chiamati a gestire il bene più prezioso che ha a disposizione un’azienda: il capitale umano.

In una epoca dove stiamo vivendo una continua e inarrestabile evoluzione digitale non possiamo assolutamente accantonare le conoscenze e le capacità delle persone reali, il cui valore professionale rimane la risorsa strategica per eccellenza.

Attenzione non si parla solo di competenze tecniche ma anche dell’integrazione tra queste e le cosiddette  soft skills. Un termine ormai divenuto di uso comune, che contraddistingue le nostre abilità trasversali in termini di relazioni e comportamenti verso altri individui.

Caratteristiche fondamentali che un manager deve saper sviluppare e accentuare per arrivare a migliorare le proprie performance professionali insieme a quelle del gruppo di lavoro che si trova a gestire.

Vediamo come attraverso 10 regole

Tu che manager sei 2

Le regole del Manager

  1. Coinvolgere lo  staff: I collaboratori del manager devono avere cura di ciò che stanno facendo. Il compito del manager è quello di coinvolgerli in ogni aspetto del lavoro che stanno portando avanti facendogli capire che il loro apporto è fondamentale e contribuisce al benessere dell’intera organizzazione.
  2. Definire obiettivi davvero realistici: Non parliamo di obiettivi poco rilevanti o facilmente realizzabili. Intendiamo traguardi perseguibili consoni alle capacità del manager stesso e del team che guida (senza ovviamente lesinare sforzi). Per arrivare a ciò è fondamentale conoscere le capacità dei singoli collaboratori nello svolgere i compiti assegnati.
  3. Saper delegare: La delega è fondamentale. Una azienda non crescerà mai se avrà al suo interno una figura di riferimento che evocherà a se sia la capacità decisionale che la parte attuativa in tutti i suoi aspetti. Affidare parte del lavoro ai propri collaboratori, dopo una adeguata formazione, e lasciare che lo svolgono autonomamente è quindi prioritario. Non dovrà mancare pero’ il controllo su quanto fatto per accertarsi che le procedure utilizzate ed il risultato conseguito siano in linea con quanto indicato e previsto.
  4. Saper ascoltare: Tutti i componenti del team hanno qualcosa di offrire. Interloquire costantemente con loro, ascoltandone i pareri, valutandone le idee e attingendo dalla loro creatività è contemporaneamente un obbligo ed una opportunità da cogliere.
  5. Assumersi le proprie responsabilità: Un manager è sempre responsabile di quello che accade all’interno del gruppo da lui gestito e delle performance ottenute. Se i risultati auspicati non arrivano non si addossano mai le eventuali colpe su un singolo soggetto o sul team nel suo insieme ma se ne fa carico per fungere da scudo rispetto ad obiezioni o giudizi esterni, per poi risolvere eventuali problematiche o difficoltà internamente, in maniera discreta.
  6. Riconoscere i meriti: I successi conseguiti vengono sempre condivisi con i membri dello staff. Non solo, anche se il traguardo raggiunto è solo merito del singolo manager è comunque importante dare credito ai collaboratori che lo affiancano.
  7. Creare un’atmosfera piacevole…..: Cortesia, cordialità e gentilezza sono 3 regole di comportamento sempre valide, a maggior ragione, in un ambiente di lavoro.
  8. ……ma imporre dei limiti: E’ un dovere del manager esercitare un controllo assoluto in merito di disciplina. Non serve imporre centinaia di regole ed essere inflessibili su tutto. Occorre però stabilire alcuni limiti essenziali e irrinunciabili per sé stessi, per il team e per l’azienda.
  9. Non esitare a tagliare rami secchi: Quando si verifica una situazione che puo’ compromettere in maniera seria il lavoro che si sta portando avanti e la coesione del team, il manager è chiamato a prendere una decisione. Non importa se impopolare o difficile.
  10. Convocare riunioni efficaci: Prima di fissare un meeting con i propri collaboratori è essenziale stabilire in anticipo l’obiettivo dello stesso. Indipendentemente dalla tipologia di riunione ( informare, confrontarsi, creare gruppo) lo scopo finale è sempre il raggiungimento dell’obiettivo che ci si è dati prima della convocazione, da conseguire tenendo ben strette le redini della riunione stessa senza lasciare spazio a ricordi, silenzi e litigi.

L’ultimo aspetto sul quale voglio soffermarmi riguarda la consapevolezza della propria importanza.

Un manager aziendale è il fulcro del gruppo di lavoro a lui assegnato. Non deve mai smettere di apprendere e aggiornarsi e deve essere conscio che ogni suo atteggiamento o comportamento verrà messo sotto la lente di ingrandimento da tutte le persone che lo circondano diventando il modello di condotta a cui riferirsi.

Non solo, deve essere una vera e propria fonte di ispirazione per  fare in modo che ogni singolo elemento del proprio team lo stimi a tal punto da voler acquisire, in prima persona, le competenze necessarie per diventare, lui stesso, il manager del futuro.

Perché la conoscenze acquisite tramite apprendimento ed esperienza sono beni inestimabili da trasferire e condividere.

Un processo che è diventato anche un mio obiettivo personale come manager che lavora ormai da piu’ di venti anni nel settore dell’Hotellerie.

Aiutare le strutture ricettive ad ottenere migliori risultati utilizzando logiche manageriali, tirare fuori il meglio dal personale incentivandolo e coinvolgendolo nelle scelte aziendali, formare giovani imprenditori e trasformarli in manager capaci e ambiziosi sono diventate molto più che semplici attività lavorative.

Una vera e propria “missione” condivisa giornalmente con tutto il mio staff.

 

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